Il CF c’è sempre, nella buona e nelle cattiva sorte

Investire | Aprile 2020

I consulenti finanziari hanno reagito alla emergenza che sta attanagliato il nostro paese da settimane con uno spirito di corpo secondo solo al personale medico e di pubblica sicurezza. 

Il noto proverbio latino “primum vivere deinde philosophari” ci ricorda che la salvaguardia della incolumità fisica va sempre messa al primo posto. Una volta garantita l’incolumità fisica è bene preoccuparsi di quella psichica. L’emergenza e le sue conseguenze sui mercati finanziari ha messo a dura prova la salute psichica di molti investitori finali, soprattutto di quelli più fragili e che non hanno la fortuna di essere seguiti da un valido professionista. 

Sono moltissimi i clienti che al crollo dei listini hanno chiamato i propri consulenti esortandoli a uscire subito dai mercati “prima che fosse troppo tardi” come se non ci fosse un domani. Per fortuna molti professionisti sono riusciti a contenere il panico dei loro clienti.  

I migliori e più impavidi consulenti finanziari sono riusciti a convincere i clienti non solo a tenere le posizioni ma addirittura a investire. Di seguito la sintesi di quanto ha comunicato con grande pacatezza una professionista. 

Negli ultimi decenni i “cigni neri” più importanti non sono mancati: crash del 1987, Invasione del Kuwait 1990, crisi del 1998, torri gemelle 2001, crisi Lehman 2008.  

Tutte queste crisi hanno avuto quattro elementi in comune: 1) la durata: relativamente breve, si va da uno a quattro mesi dal riconoscimento dell’evento al minimo collegato; 2) l’intensità molto elevata; 3) la volatilità elevatissima; 4) esaurimento e opportunità, chi ha avuto il coraggio di acquistare nelle fasi acute della crisi è stato ampliamente remunerato a dodici-ventiquattro mesi. 

Il messaggio è rassicurante e razionale e chiude annunciando che nei prossimi giorni si verranno sicuramente a creare occasioni di acquisto che potrebbe essere interessante andremo a cogliere gradualmente. 

Già dall’inizio dell’emergenza i consulenti finanziari si sono attivati con grande senso di responsabilità. Il 72% dei Consulenti Finanziari dichiara di essersi subito attivato nel rispondere o nel contattare in modo sollecito i clienti più preoccupati. E questo a prescindere dagli ordini di scuderia della propria mandante che ha dato indicazioni precise ai propri uomini nel 100% dei casi.  

Dal canto loro i clienti hanno potuto ancora una volta apprezzare la proattività dei loro consulenti finanziari che li hanno prontamente contattati in oltre un caso su due (55%) tramite una telefonata (62%), l’invio di un’e-mail (45%) o un di messaggio (27%) rassicurandoli e dicendosi disponibili a fornire spiegazioni sia sull’emergenza sanitaria (66%) che sugli effetti relativi agli investimenti sottoscritti (83%).  

Ancora più interessante è analizzare i contenuti della comunicazione: tutti i CF dichiarano di aver inviato messaggi rassicuranti per evitare il panico. In particolare i più (81%) hanno ricordato come tutte le grandi crisi siano state sempre foriere di opportunità, il 75% dei CF ha fatto propria e ha inviato ai propri clienti le informative ricevute dalla mandante, il 25% ha suggerito di investire.  

Pur nell’emergenza emerge un dato molto positivo: sia i CF (82%) che i lori clienti (77%) hanno potuto usare e apprezzare le modalità di comunicazione a distanza anziché i classici incontri vis a vis e questo anche prima dell’ultimo decreto (Fonte: Finer Finance Mirror 2020, base campionaria 300 CF e 500 investitori finali, rilevazione 2-9 Marzo).  

Che da questa crisi ne stiamo uscendo meglio equipaggiati di come ci siamo entrati è quasi una certezza.  

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