L’OTTIMISMO DEI CONSULENTI FINANZIARI

Bluerating | Gennaio 2024

L’anno che si è appena concluso è stato un anno indimenticabile per i consulenti finanziari con la terza migliore raccolta netta di sempre e 153.000 clienti nuovi.

Le reti hanno infatti proseguito nella loro cavalcata continuando a raccogliere il risparmio degli italiani, il risparmio gestito ha sofferto, ma meno che in passato (-1,7% sulla raccolta netta rispetto a un -25% registrato nel 2008).

Quale futuro aspetta dunque al mondo della consulenza finanziaria? 

È interessante vedere come i consulenti finanziari vedano nei prossimi cinque anni: 1) il futuro della loro professione; 2) il futuro della loro mandante; 3) il loro futuro personale.

A riprova del fatto che il 2023 è stato un anno particolarmente sfidante, rispetto al 2022 questi tre indicatori hanno registrato una flessione, ma l’ottimismo rimane alto.

In particolare il 72% dei consulenti finanziari vede il futuro della professione di consulente più positivo (53%) o molto più positivo (19%) nei prossimi 5 anni.  

L’81% dei consulenti finanziari vede il futuro della propria mandante nei prossimi cinque anni più positivo (60%) o molto più positivo (21%).

Infine il 77% dei consulenti finanziari vede il proprio futuro professionale nei prossimi cinque anni più positivo (57%) o molto più positivo (20%).

Dati certamente più incoraggianti rispetto a chi lavora in banca dove i tre indicatori esprimono valori molto più bassi: 38% ottimista sul futuro della professione di bancario, 67% ottimista sul futuro della propria banca e 55% ottimista sul proprio futuro.

Al di là delle naturali differenze, è indubbio come sia la professione del consulente finanziario che quella del gestore bancario stiano radicalmente cambiando. 

Da un lato è sempre più è richiesto e necessario un rapporto empatico, personalizzato e di ascolto del cliente, sia esso un cliente mass market, affluent o private. Dall’altro la necessità di rendere sempre più efficienti i processi spinge a una forte omologazione e industrializzazione dei processi sia nelle banche che nelle reti.

Forse proprio per questi motivi sia i consulenti finanziari che i gestori bancari sono più ottimisti rispetto al futuro della loro rete o banca rispetto a quello della loro professione e in fondo di loro stessi.

È diffusa la percezione che i cambiamenti in atto subiranno un’ulteriore accelerazione nel 2024 e che tutti i professionisti dovranno ripensare al proprio modo di lavorare.

Almeno tre sono le sfide che i professionisti della consulenza finanziaria dovranno affrontare: 1) aumentare la proattività con i clienti su tutti i fronti (gestione del risparmio, protezione e credito); 2) implementare il lavoro in team; 3) ottimizzare i costi per i clienti anche grazie alle nuove tecnologie.    

Si tratta di sfide comuni a molti settori che si affacciano alla maturità, dove le opportunità di crescita rimangono, ma solo per chi sa individuarle e coglierle sapendosi adattare ai cambiamenti e non subendoli.  

La figura del battitore libero è destinata a scomparire, sempre di più si lavorerà in team interdisciplinari dove le differenze generazionali consentiranno di dialogare con il singolo cliente ma anche con i suoi figli e nipoti.

L’obiettivo è ambizioso, intercettare gli ingenti passaggi di ricchezza stimati da AIPB in 180 miliardi di Euro entro il 2028, 300 miliardi entro il 2033, che consentiranno di superare la soglia dei 1.000 miliardi in capo ai consulenti finanziari. 

Nicola Ronchetti